Il Mattino il 3 Novembre 2018 in un articolo di Nadia Verdile ha scritto di KeepLife:

Pietro, il designer mago dei gusci d’arte

Fermi tutti, non buttate i gusci di noci, nocciole, mandorle, arachidi e pistacchi. C’è un giovane designer che ha inventato un modo per farli diventare magnifici oggetti di arredo. Pietro Petrillo, casertano di nascita, casapullese di famiglia e residenza, ha 27 anni, laurea all’Istituto superiore di design di Napoli in Interior e Industrial Design, ha inventato e brevettato Keep life, un materiale ecologico con cui si realizzano prodotti che spaziano dal micro, come lampade, sedute, tavoli, credenze, armadi, librerie, pareti attrezzate, al macro, come la realizzazione di rivestimenti e pareti divisorie.

«Tutto è cominciato spiega Petrillo durante le feste natalizie di tre anni fa. Alla fine dei pasti di quei giorni festivi osservavo che i gusci della frutta secca, ormai privi del proprio frutto, andavano a comporre e a formare un manto armonico e irregolare che ricopriva quasi tutta la superficie del tavolo, un manto caratterizzato da bellissime sfumature di colori e mille dimensioni. Fu così che nacque l’idea e quel tavolo si trasformò in un banco da lavoro e di sperimentazione». Pietro vive con i suoi genitori a Casapulla quando non è in giro per l’Italia dove porta il suo innovativo materiale. «Con la mia terra dice – continuo ad avere un rapporto di odio e amore e il legame che ho con la stessa è fatto di persone, penso agli artigiani che a mio parere sono i migliori che io abbia mai incontrato. Loro hanno la capacità di comprendere al volo qualsiasi proposta, sono pronti alle sfide mettendoci il cuore». Dopo mesi di lunghe sperimentazioni, agli inizi del 2017 nasce il marchio Keep Life, accompagnato dal brevetto per invenzione industriale.

«Ogni guscio spiega il designer – ha in comune due principali peculiarità: una è quella lignea/meccanica che dona al guscio proprietà di resistenza, durezza, rigidezza e densità; l’altra è quella relativa alla stagionatura. Questa avviene in due momenti: il primo durante il periodo di maturazione del frutto; il successivo dopo la sua raccolta e la conseguente operazione di sgusciatura che conferirà al guscio una resistenza maggiore. La seconda fase di lavorazione prevede una selezione dei gusci, differenziandoli per resistenza e colore, passando per una prima analisi granulometrica degli inerti eseguita tramite setacciatura. Una volta raggiunta la combinazione desiderata, si può passare alla terza fase e cioè a quella dell’impasto prodotto interamente a mano che avviene utilizzando gli inerti e il legante. La quarta fase di lavorazione prevede l’essiccazione del materiale con conseguente autoindurimento all’interno di stampi, progettati su misura e realizzati mediante stampaggio 3D. L’intero processo di essiccazione ha una durata che va dai 20 ai 30 giorni ed è effettuato in modo del tutto naturale. L’ultima fase di lavorazione prevede l’utilizzo delle tradizionali attrezzature da falegnameria con l’impiego della tecnologia del Cnc».

Keep Life è un mix di bellezza e buone prassi, associa ad un aspetto primordiale il coinvolgimento dei sensi, dal tatto all’olfatto e alla vista, il profumo del materiale si mescola con i colori che rimandano a contesti prettamente naturali. «Mi piace l’idea aggiunge che i fruitori avvertano la forza evocativa, un richiamo alla mente di un luogo naturale, di un albero che continua a vivere ideologicamente al centro di ogni spazio vitale. Il materiale garantisce una salubrità degli ambienti che va oltre la sensazione, ma si concretizza nelle sue caratteristiche». 27 anni di creatività quelli di Pietro Petrillo che ha frequentato il liceo artistico a Santa Maria Capua Vetere. Un mondo di immaginazioni e sperimentazioni confluite in un progetto che sta conquistando il mondo del design. «Non ho sogni, vivo in un sogno ogni qualvolta penso ad un progetto. Mi piace definire il mio lavoro un gioco ma un gioco serio. Quando ho cominciato mi sono spesso sentito dire, con tono beffardo: ah tu vuliss fa’ e cos’ che scorz e nucell Le difficoltà, va detto, ci sono state e sono tante ma credere nelle proprie idee è la cosa più importante. I sacrifici sono la leva del mondo». Quella inventata da Pietro Petrillo non è riciclo né riuso ma continuità.

«L’anima del guscio spiega l’inventore – non subisce alcuna rottura, generando un’alternativa concreta di materia, trasformandosi in un nuovo involucro e diventando così un’estensione dell’albero da frutto. È un processo che non ha la pretesa di emulare uno spazio verde, ma che instaura una linea diretta tra la natura e l’uomo. È un alleato di Madre Terra. Tutto questo è stato possibile grazie ai miei genitori che mi hanno insegnato ad amare e rispettare la natura e l’umanità e un grazie, sentito, lo devo anche alla mia collega Ilaria Spagnuolo e allo studio Gumdesign che ha creduto nel progetto e lo ha ospitato nella sua Casa di Pietra, spazio ancestrale, eco e contenitore del nostro mondo: il focolare dove gli oggetti sono tracce della memoria, sunti di passaggi della nostra storia».